Sovraindebitamento: costruiamo un piano di guerra per venirne fuori. Ora!

“La crisi finanziaria è ormai alle spalle”, “il peggio sembra essere passato”, oltre questi spot televisivi la realtà che ci circonda sembra descrivere una situazione diversa, fatta di imprese in difficoltà e di famiglie a rischio usura.

Inutile prendersi in giro, spesso ci si è indebitati per errori di valutazione, investimenti “sbagliati” che realizzati in un contesto di bassissima circolazione di denaro ha portato ad una situazione di apparente irreversibilità. Ma così non è ! Chi non smette di combattere alla fine vince ! In questo contesto il Legislatore ha dato un aiuto, con l’introduzione della legge sul sovraindebitamento.

Andiamo per gradi, talvolta chi si trova InCrisi sposta in là il dolore del pagamento dei debiti, cercando di non pensarci, mentre continua ad avere un tenore di vita che non più permettersi.
E’ quindi per usufruire degli strumenti messi a disposizione dal legislatore è nel reame della psicologia che si combatte l’indebitamento personale da consumatore.

Andiamo per gradi:

1. Se sei residente a Bari e provincia e pensi di essere Sovraindebitato la prima cosa da fare è chiamarci !
2. Noi vorremo sapere l’ammontare complessivo del debito, avere il quadro complessivo.
Sembra ovvio, ma spesso la persona con debiti si lascia prendere da una china di abdicazione ad ogni forma di controllo sui debiti che non può che peggiorare la situazione.

3. Fate una analisi sulla vostra gestione del denaro, come spendete il vostro denaro ?

4. In ogni caso è il “gap” tra quanto si guadagna e quanto si spende il motivo del debito. Potrete acquistare di meno o incrementare i guadagni, ma dovrete necessariamente spendere meno di quel che guadagnate. CIOE’: SMETTETE ORA DI ACQUISIRE NUOVI DEBITI! Per fare questo passo può essere utile prendere carta e penna ed inserire tutte le voci di spesa, nessuna esclusa !

5. Create un fondo di emergenza, accantonando del denaro, anche poco, vi servirà per stare più tranquilli.
Come aggredire il debito?

Non abbiamo la bacchetta magica ma gli anni di esperienza nel settore dei crediti deteriorati ci consentono di dare le giuste priorità e di avere una visione d’insieme.

Ogni problema richiede una soluzione appropriata e “cucita” sulla scorta delle esigenze del caso. Non esistono ricette uguali per tutti, lo stesso accesso alla procedura di sovraindebitamento, nelle sue diverse forme, è opportuno unicamente in determinate circostanze.

Inoltre, non è opportuno rivolgersi al legale generico perché come per i malanni legati al corpo esistono specialisti medici, così anche per i problemi di natura legale è opportuno rivolgersi ad Avvocati e Commercialisti che abbiano maturato anni di esperienza nel settore.

Sul campo lavorano anche moltissime figure prive delle abilitazioni, consulenti per società, anche in questo caso se è vero che un iscritto ad un albo professionale non è certamente bravo, è ugualmente vero che un non iscritto non ha passato l’esame, o, ancor peggio, non ha mai sostenuto alcun esame di di ritto o economia.

Vi affidereste ad un professionista senza abilitazione per curare una frattura ?

Probabilmente, no !

Con questo non vogliamo dire che dobbiate necessariamente contattare noi, ma certamente suggeriamo di rivolgervi a professionisti abilitati ed iscritti agli albi !!!

Se viceversa volete contattare i nostri uffici, saremo lieti di costruire un piano che vi consenta di ristrutturare i debiti ed uscire dalla Crisi.

“La crisi finanziaria è ormai alle spalle”, “il peggio sembra essere passato”, oltre questi spot televisivi la realtà che ci circonda sembra descrivere una situazione diversa, fatta di imprese in difficoltà e di famiglie a rischio usura.

Inutile prendersi in giro, spesso ci si è indebitati per errori di valutazione, investimenti “sbagliati” che realizzati in un contesto di bassissima circolazione di denaro ha portato ad una situazione di apparente irreversibilità. Ma così non è ! Chi non smette di combattere alla fine vince ! In questo contesto il Legislatore ha dato un aiuto, con l’introduzione della legge sul sovraindebitamento.

Andiamo per gradi, talvolta chi si trova InCrisi sposta in là il dolore del pagamento dei debiti, cercando di non pensarci, mentre continua ad avere un tenore di vita che non più permettersi.
E’ quindi per usufruire degli strumenti messi a disposizione dal legislatore è nel reame della psicologia che si combatte l’indebitamento personale da consumatore.

Andiamo per gradi:

1. Se sei residente a Bari  e provincia e pensi di essere Sovraindebitato la prima cosa da fare è chiamarci !
2. Noi vorremo sapere l’ammontare complessivo del debito, avere il quadro complessivo.
Sembra ovvio, ma spesso la persona con debiti si lascia prendere da una china di abdicazione ad ogni forma di controllo sui debiti che non può che peggiorare la situazione.

3. Fate una analisi sulla vostra gestione del denaro, come spendete il vostro denaro ?

4. In ogni caso è il “gap” tra quanto si guadagna e quanto si spende il motivo del debito. Potrete acquistare di meno o incrementare i guadagni, ma dovrete necessariamente spendere meno di quel che guadagnate. CIOE’: SMETTETE ORA DI ACQUISIRE NUOVI DEBITI! Per fare questo passo può essere utile prendere carta e penna ed inserire tutte le voci di spesa, nessuna esclusa !

5. Create un fondo di emergenza, accantonando del denaro, anche poco, vi servirà per stare più tranquilli.
Come aggredire il debito?

Non abbiamo la bacchetta magica ma gli anni di esperienza nel settore dei crediti deteriorati ci consentono di dare le giuste priorità e di avere una visione d’insieme.

Ogni problema richiede una soluzione appropriata e “cucita” sulla scorta delle esigenze del caso. Non esistono ricette uguali per tutti, lo stesso accesso alla procedura di sovraindebitamento, nelle sue diverse forme, è opportuno unicamente in determinate circostanze.

Inoltre, non è opportuno rivolgersi al legale generico perché come per i malanni legati al corpo esistono specialisti medici, così anche per i problemi di natura legale è opportuno rivolgersi ad Avvocati e Commercialisti che abbiano maturato anni di esperienza nel settore.

Sul campo lavorano anche moltissime figure prive delle abilitazioni, consulenti per società, anche in questo caso se è vero che un iscritto ad un albo professionale non è certamente bravo, è ugualmente vero che un non iscritto non ha passato l’esame, o, ancor peggio, non ha mai sostenuto alcun esame di di ritto o economia.

Vi affidereste ad un professionista senza abilitazione per curare una frattura ?

Probabilmente, no !

Con questo non vogliamo dire che dobbiate necessariamente contattare noi, ma certamente suggeriamo di rivolgervi a professionisti abilitati ed iscritti agli albi !!!

Se viceversa volete contattare i nostri uffici, saremo lieti di costruire un piano che vi consenta di ristrutturare i debiti ed uscire dalla Crisi.

Le condizioni per l’avvio della procedura dell’Accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti

Le condizioni che i debitori devono rispettare per accedere al procedimento dell’Accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sono 6 (artt. 6 e 7 della legge 3/2012):
1) Non essere soggetti, né assoggettabili, alle procedure concorsuali della Legge fallimentare (né ad altre procedure, come l’amministrazione straordinaria), ovvero non superare nessuno dei 3 limiti dimensionali, di cui all’art. 1 del R.D. 267/42, ossia non aver:
a) Avuto (almeno per una volta) nei 3 esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o di Accordo ai sensi della Legge 3/2012 (o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore), un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo superiore a 300.000;
b) Realizzato (almeno per una volta e in qualunque modo risulti), nei 3 esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore), ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore a 200.000
c) Un ammontare di debiti, anche non scaduti, superiore a 500.000 euro.
2) Essere sovraindebitato, ossia trovarsi in una delle seguenti situazioni:
a) Perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni;
b) Definitiva incapacità di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
3) Concludere un accordo con i creditori (secondo le regole della procedura di cui alla Legge 3/2012).

1 Le voci dell’attivo patrimoniale sono quelle indicate nell’art. 2424 c.c., ed in caso di bilancio in forma abbreviata, le voci sono quelle indicate nell’art. 2435-bis c.c..
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Il Tribunale di Udine, con il decreto del 19 maggio 2011, ha precisato che i ricavi lordi possono risultare, oltre
che dai documenti e dalle registrazioni contabili, fiscali e di bilancio (ove presenti) dell’impresa, anche da altri elementi rappresentati dagli accertamenti induttivi condotti dall’amministrazione finanziaria, anche se non definitivi, o dai dati extracontabili desumibili dalle indagini effettuate dalla Guardia di Finanza, pure se non ancora tradottesi in accertamenti definitivi dell’Agenzia delle Entrate.
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Il riferimento ai ricavi, anziché al fatturato, fa ritenere che si debbano considerare tutte le  entrate, quindi non solo quelle provenienti dall’attività dell’impresa, ma anche tutte le altre componenti positive (es. dividendi, canoni). Il termine lordi potrebbe far ritenere che i ricavi comprendano anche l’Iva e le altre imposte indirette, ma questo non è possibile, in quanto, per definizione, le imposte indirette non fanno parte dei ricavi rilevati contabilmente, contabilità che d’altro canto è il necessario ancoraggio per la quantificazione dei ricavi stessi. Il termine “lordo” va dunque riferito evidentemente alle imposte dirette. D’altronde, nella disciplina  comunitaria il parametro relativo al fatturato per la qualificazione di Pmi è al netto di Iva.
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4) Non aver fatto ricorso, nei precedenti 5 anni, alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento mediante l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti, di cui agli artt. 6-12 della Legge 3/2012, né a quella alternativa della Liquidazione dei beni, di cui agli artt. 14-ter e seguenti della Legge 3/2012;
5) Non aver subito in passato, per cause imputabili al debitore, l’annullamento o la risoluzione di un Accordo (ex art. 14, legge 3/2012) sottoscritto con i creditori, ai sensi della Legge 3/2012;
6) Non aver fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la situazione economica e patrimoniale del debitore.
La Circolare 19/2015 dell’Agenzia delle Entrate ricorda che a questa procedura possono accedere, nel rispetto delle condizioni sopra elencate, anche:
a) gli imprenditori agricoli;
b) le associazioni professionali;
c) le start up innovative, ai sensi dell’art. 31 della legge 221/2012.
Infine, l’Agenzia delle entrate afferma che tale procedura può essere attivata anche dal consumatore, ossia “il debitore persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.
In definitiva, gli operatori economici (non assoggettabili alla Legge fallimentare) possono scegliere tra 2 procedure:
 l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti (artt. 6-12, Legge 3/2012);
 la Liquidazione dei beni del debitore (artt. 14-ter – 14-terdecies, Legge 3/2012)