art 64 bis Codice della crisi e delle insolvenze, professionisti che attestano il piano

L’articolo 64 bis introdotto dal Decreto Legislativo n. 83 pubblicato il 1 luglio 2022 modifica il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) conformemente alla Direttiva (UE) 1023/2019 . Questo articolo introduce il Piano di Ristrutturazione soggetto ad Omologazione (PRO), che permette agli imprenditori in crisi o insolvenza di distribuire i proventi del piano al di fuori delle procedure fallimentari, a condizione che vi sia un’approvazione unanime.

Una parte fondamentale del PRO è la verifica indipendente dei dati dell’azienda e della fattibilità del piano. Questa verifica è svolta da un professionista indipendente [1].

Il termine “professionista indipendente” ha una definizione specifica in riferimento alla gestione della crisi e dell’insolvenza aziendale. Questa definizione è prevista dall’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019, Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, integrato dal Decreto Legislativo n. 83 del 17 giugno 2022.

Secondo questa definizione, un professionista indipendente è un professionista nominato dal debitore nell’ambito dei meccanismi di risoluzione della crisi e dell’insolvenza, che soddisfa i seguenti requisiti:
1) iscrizione nel registro dei gestori di crisi e insolvenza e nel registro dei revisori statutari;
2) soddisfazione dei requisiti specificati nell’articolo 2399 del Codice Civile;
3) non avere relazioni personali o professionali con l’azienda o altre parti coinvolte nel processo di risoluzione della crisi.

Il professionista indipendente e eventuali professionisti associati non devono aver svolto lavoro subordinato o autonomo per il debitore negli ultimi cinque anni, né aver fatto parte degli organi amministrativi o di controllo dell’azienda, né aver detenuto partecipazioni nell’azienda.

Il PRO prevede una serie di condizioni tra cui la classificazione dei creditori, l’approvazione unanime, la verifica indipendente e la presentazione di un piano e la documentazione da parte del debitore. Se queste condizioni sono rispettate, e il piano viene approvato, il debitore mantiene il controllo dell’impresa sotto la supervisione di un commissario giudiziale .

In conclusione, l’articolo 64 bis prevede che professionisti indipendenti attestino l’accuratezza dei dati dell’impresa e la fattibilità del piano di ristrutturazione proposto nell’ambito del PRO.

La Composizione Negoziata della Crisi

La Composizione Negoziata della Crisi è un nuovo strumento introdotto dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (d.lgs. n. 14/2019), divenuto effettivo dal 15 luglio 2022, e modificato ulteriormente dal D. lgs. 17 giugno 2022, n. 83 e dalla legge n. 122 del 4 agosto 2022.

Attraverso questo strumento, un imprenditore può proporre una domanda di accesso mediante una piattaforma specifica presso la Camera di Commercio territorialmente competente, dando così inizio a un procedimento di risanamento concordato.

Nella procedura, viene nominato un esperto negoziatore che ha la possibilità di supervisionare le trattative con i creditori per un periodo di 180 giorni. Durante questo periodo, l’imprenditore può richiedere misure protettive per proseguire l’attività durante le trattative. Tali misure possono essere confermate attraverso un ricorso al tribunale.

Una volta che il tribunale conferma le misure protettive, che hanno una durata di 30-120 giorni, i creditori (esclusi i lavoratori) non possono intraprendere azioni esecutive contro l’impresa.

Questo strumento di composizione negoziata della crisi si rivela quindi un rimedio importante per le imprese per affrontare tempestivamente le crisi economiche, ad esempio quelle causate dalla pandemia da Covid-19, come stabilito dal Decreto Legge n. 118/2021.

La composizione negoziata della crisi è dunque una procedura pensata per consentire all’impresa di risanarsi e di proseguire la sua attività economica, pur in presenza di una situazione di crisi. Questo viene realizzato mediante l’instaurazione di un negoziato con i creditori, sotto la supervisione di un esperto negoziatore e con la possibilità di ottenere misure protettive durante la durata delle trattative.

Il Concordato Minore: Soluzione per il Sovraindebitamento secondo la Legge 3 e il Codice della Crisi e dell’Insolvenza

Il concordato minore rappresenta una significativa innovazione nel panorama legislativo italiano, fornendo un efficace strumento per la gestione del sovraindebitamento. Grazie alla Legge 3/2012, che ha introdotto la possibilità per i debitori non fallibili di accedere a procedure concorsuali, e al successivo Codice della Crisi e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), le opzioni per chi si trova in condizioni di difficoltà finanziaria si sono ampliate.

Che cos’è il Concordato Minore?

Il concordato minore è un accordo tra il debitore e i suoi creditori, ratificato dal tribunale, che permette al primo di sanare i propri debiti mediante il pagamento di una quota parte, salvaguardando nel contempo gli interessi dei secondi. Questo strumento è previsto dall’art. 186-bis della Legge Fallimentare per le imprese e, con la Legge 3/2012 e il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, è stato esteso anche ai debitori non fallibili.

Sovraindebitamento e Concordato Minore

Il concordato minore si rivela particolarmente utile in casi di sovraindebitamento, ovvero quando il debitore non è in grado di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni pecuniarie con il proprio patrimonio. Con l’approvazione del piano di concordato, il debitore può proporsi di soddisfare i creditori in misura ridotta rispetto alla totalità del debito, garantendo nel contempo la continuità della propria attività economica o la salvaguardia del proprio tenore di vita.

Il Concordato Minore nel Codice della Crisi e dell’Insolvenza

Il Codice della Crisi e dell’Insolvenza, entrato in vigore nel 2021, ha apportato ulteriori modifiche al regime del concordato minore. L’obiettivo di queste modifiche è rendere la procedura più snella e accessibile, garantendo un equilibrio tra i diritti del debitore e quelli dei creditori.

Come Procedere con un Concordato Minore

Se vi trovate in una situazione di sovraindebitamento e siete interessati a esplorare l’opzione del concordato minore, vi consigliamo di rivolgervi a un professionista esperto in diritto della crisi e dell’insolvenza. Questo potrà valutare la vostra situazione specifica e guidarvi attraverso le varie fasi del procedimento.

InCrisiLegal: Esperti di Concordato Minore e Sovraindebitamento

Se avete bisogno di assistenza nella gestione del vostro sovraindebitamento o nella procedura di concordato minore, non esitate a contattare gli avvocati di InCrisiLegal. Con oltre un decennio di esperienza nella gestione dei debiti, il nostro team di avvocati vi fornirà una consulenza esperta e personalizzata. Anche se la nostra sede è a Bari, operiamo in tutta Italia, fornendo assistenza a individui e imprese.

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